La storia

La sede del Fossadalbero Country Club di Ferrara si trova a circa 15 km dalla città, nella Delizia Estense di Fossadalbero, un magnifico castello che ha mantenuto nella sua struttura l'originale splendore dell' epoca.cast1
Fu costruito, per ordine di Niccolò III Duca di Ferrara, dall' Architetto Giovanni da Siena nel decennio dal 1424 al 1434. Luogo di caccia e di libagioni era, per i Duchi d'Este, anche luogo di incontri galanti: qui Niccolò sorprese in amorosi conversari la moglie Parisina con il figliastro Ugo che poi fece condannare a morte.

Nel 1471 Borso d'Este ne completò la costruzione con aggiunte varie. Alfonso I d'Este donò castello e tenuta a Vincenzo Mosti, suo consigliere, concedendogli nel 1527 anche il diritto di fregiarsi del cognome Estense.

Nel 1700 passò per eredità a Ercole Trotti. Nel 1826 vi nacque Tancredi Trotti Estense Mosti che fu comandante dei Bersaglieri del Po nella guerra d'indipendenza; la sua bandiera è ancora conservata nel castello.

Uomini illustri lo frequentarono, come ad esempio Giorgio Byron che fu ospite nell'aprile-maggio 1817.


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Figlia di Andrea Malatesta di Cesena, deve la sua fama alle numerose produzioni letterarie, da Byron a D'Annunzio (che scrisse una tragedia lirica divenuta poi libretto, musicata da P.Mascagni), Parisina rappresenta l'ideale dell'amor romantico: é una donna ingannata e tradita, succube del potere, e vittima di un destino ineluttabile nel quale amore e morte vanno di concerto.

Parisina Malatesta aveva solo 14 anni quando incontrò il trentacinquenne Niccolò III. Nonostante fosse la fanciulla di cui si era invaghito il figlio Ugo, a dispetto di tutto e di tutti Niccolò III decise di sposarla. Nel 1418, in aprile, vennero celebrate le nozze con grande fasto e magnificenza.

Fu lo stesso Niccolò che avvicinò i due amanti ponendo Ugo a capo della scorta della moglie. Le chiacchere di corte fomentate dalla promessa sposa di Ugo, giunsero all'orecchio di Niccolò, che attraverso un foro praticato nel soffitto della camera da letto di Parisina, scopri i due amanti.

Imprigionati e processati per adulterio e vennero condannati a morte, e furono decapitati nella notte del 21 Maggio 1425.


L'imponente struttura, arricchita su tre lati da merlature guelfe, ha una distribuzione planimetrica rinascimentale.

Nel centro della facciata sì eleva una massiccia torre, pure merlata.

A confermare il senso della grandiosità contribuiscono le quarantaquattro stanze, fra le quali spicca la spaziosa sala da pranzo (salone degli scacchi) aperta sul fianco della villa con tre finestroni.

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Nel parco, già di 30 ettari, c'era fino al 1938 un'enorme e secolare quercia che superava i 30 metri di altezza, chiamata la rovere di Parisina, che la tradizione vuole essere stata piantata nel luogo dei convegni amorosi dalla pietà popolane. Venne purtroppo abbattuta per consentire l'ampliamento di una strada e a sua memoria è rimasto solamente l'arco sporgente verso la strada delle mura periferiche.


La storia dei Fossadalbero Country Club non può prescindere dal ricordo dei fratelli Nanni e Ninni Matteucci: esperti cultori d'arte e al tempo stesso imprenditori e sportivi, furono gli ultimi proprietari della tenuta.

Nel 1971 decisero di restaurare alcuni campi da tennis costruiti nei lontano 1902 e di fondare Associazione Country Club di Fossadalbero con finalità sportive e ricreative e che oggi può considerarsi una delle più prestigiose d'Italia.

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Oggi dispone di 6 campi da tennis in terra rossa, un campo pratica di golf ed un percorso omologato ed aggregato alla Federazione Italiana Golf, un campo da football regolare e uno ridotto per l'allenamento tutti e due illuminati, due piscine, un campo polivalente per il gioco della pallavolo e del basket, un campo da beach-tennis, spogliatoi, sauna, palestra fitness, sale da gioco e da biliardo, sala TV, ampi ed eleganti salotti, un salone per le feste ed i ricevimenti, bar e ristorante.

Il tutto circondato da un gran parco con alberi secolari per un superficie totale di circa 13 ettari.

 

 


Sono trascorsi ormai molti anni, ma ricordo quella mattina di primavera quando, nel lasciare il Country, incontrai Giorgio Bassani.

Lo avevo conosciuto proprio al club qualche tempo prima. Mi era stato presentato da comuni amici. Lo salutai, mi riconobbe e chiese la chiave per aprire il cancello. "Cara signorina - disse - questo è uno dei luoghi più magici che io conosca, soprattutto in una mattina cosi trasparente e in un silenzio così assoluto.cast4

Quando ritorno a Ferrara, ormai raramente, non manco mai di fare una visita a Fossadalbero.

Una volta venivo spesso anche per giocare a tennis. Mi facevo apparecchiare la tavola di fronte alle grandi finestre, là dove si vedono gli alberi secolari che si stagliano nel cielo e si sente il canto delle tortore". Non ho più visto Bassani e so che non è più tornato da quel giorno al Country.

Resta dentro cocente, il ricordo di quell'incredibile incontro che il destino mi ha voluto riservare.

 Mara Novelli (giornalista)

 

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